09 maggio 2005

16 punti-chiave
16 PUNTI CHIAVE

Ecco i 16 punti che Newropeans propone per rendere l’Unione Europea più democratica e per affrontare le sfide del XXI secolo.

Queste prime proposte sono il risultato di un dibattito unico in Europa, che ha coinvolto oltre 10 000 cittadini in 100 città di 25 Nazioni per lo sviluppo del programma di Newropeans per le elezioni del 2009.
Nei prossimi quattro anni, Newropeans continuerà a dialogare con i cittadini per costruire un programma completo che risponda a tutte le principali domande che riguardano i 500 milioni di Europei, in modo che vengano sistematicamente coinvolti sia i cittadini sia le persone e gli attori coinvolti nello sviluppo, nell’applicazione e nella valutazione delle politiche comunitarie che li riguardano.

Un nuovo inizio per l’UE, su basi democratiche

1. Assicurare a tutti i cittadini Europei che il principio di uguaglianza di fronte alla Legge venga mantenuto, eliminando l’immunità legale dei pubblici ufficiali.

- Per rispetto del principio fondamentale su cui si basa la democrazia in Europa
- Per evitare la creazione di una casta di “intoccabili” alla guida dell’UE

L’immunità legale di cui godono gli ufficiali delle istituzioni Europee per tutta la durata del loro mandato (si veda il Protocollo sui privilegi e le immunità delle Comunità Europee, 8 Aprile 1965) è un chiaro esempio dell’ingiusta differenza che esiste tra i cittadini Europei. Questa situazione è inspiegabile, dato che l’UE è composta da 25 stati democratici cui si garantisce l’indipendenza dei sistemi giudiziari.
Al contrario, questa immunità dovrebbe essere eliminata perché crea differenze tra i funzionari che guidano l’UE e le altre categorie di cittadini.Sostituendo alle parole i fatti, Newropeans non accetterà tra i propri militanti nessun ufficiale o funzionario fintanto che questa immunità non verrà eliminata.

2. Ratificare sistematicamente le modifiche dei trattati comunitari, in particolare quelli sull’allargamento, attraverso la forma del Referendum trans-europeo.

- Per permettere ai cittadini di decidere sul principale orientamento futuro dell’UE
- Per evitare di avere un’élite che, incurante dei cittadini e della gente, impone le proprie decisioni.

Questi referendum su scala europea dovranno prevedere una doppia maggioranza, in modo da assicurare il rispetto delle minoranze: oltre il 50% dei voti e oltre il 50% degli stati membri dovranno essere favorevoli per assicurare il proseguimento della proposta.

3. Decentralizzare, portare le istituzioni Europee più vicino ai cittadini

-Per avvicinare l’UE ai cittadini, ancorando il progetto europeo alla realtà politica e storica del nostro continente, ossia per rendere più comprensibile il sistema comunitario
- Per evitare un’Europa centralista, incompatibile con la democrazia

Non è possibile far sì che 500 milioni di cittadini si sentano vicini a Bruxelles, Lussemburgo o Strasburgo. Per ridurre il divario tra le istituzioni Europee ed i cittadini, non dimenticando l’aiuto che ci viene dalle tecnologie del XXI secolo (Internet, Alta Velocità ferroviaria, compagnie aeree a basso costo, …), nei prossimi vent’anni sarà necessario modificare radicalmente il sistema delle capitali ereditato dagli anni ’50 per aiutare i cittadini in questo progetto. Ogni nazione ha già scelto la propria “città europea” (spesso la capitale stessa) e farà parte di un primo “Euroring” di istituzioni, del raggio di 500km attorno a Bruxelles e tenendo conto della specificità e dei vantaggi di ciascuna città: Parlamento (Bruxelles), Corte di Giustizia (L’Aia), Governo Europeo (Londra), Amministrazione Comune Europea (Parigi), Banca Centrale (Francoforte), Corte dei Conti (Lussemburgo). Un secondo “Euroring” riunirà assieme tutte le altre istituzioni e agenzie nelle città indicate da ciascuno Stato. Questa autentica decentralizzazione offrirà alle istituzioni Europee l’accesso ad un’ampia fonte di risorse umane qualificate e disponibili in loco.

4. Rispettare le diversità linguistiche dell’UE - una condizione fondamentale per la democrazia nell’UE - e contemporaneamente assicurare l’efficienza del suo funzionamento attraverso la creazione di un chiaro regime linguistico

- Per assicurare che ciascun cittadino nell’UE possa esprimersi nella propria lingua, ed allo stesso tempo preparare l’Unione europea per il multilinguismo.
- Per evitare sia il monolinguismo, nemico della diversità, sia il caos che è un grosso ostacolo nella gestione dell’UE.

La questione del linguaggio è centrale per assicurare sia il rispetto delle diversità in Europa - che è condizione essenziale per la democrazia nell’UE -, sia per permettere il reale funzionamento delle istituzioni comunitarie, condizione questa per l’efficienza dell’UE. Il dibattito sul multilinguismo deve necessariamente essere pubblico, visto che riguarda il cuore culturale del nostro futuro collettivo. Newropeans propone una soluzione che integra le costanti democrazia ed efficienza nel sistema denominato “2-5-25”: due lingue da usare nei lavori interni delle istituzioni (inglese e francese), cinque lingue per i dibattiti politici che verranno usate anche come base per ulteriori traduzioni, con almeno una lingua per ciascuna delle grandi famiglie linguistiche (per esempio: francese, inglese, tedesco, polacco e spagnolo), e tutte e 25 le lingue dei Paesi per le comunicazioni con i cittadini.
Rendere più efficiente e più democratico il funzionamento dell’UE

5. Creare un vero Governo europeo

- Per eleggere i responsabili e facilitare la comprensione del processo decisionale e la sua efficienza politica
- Per evitare che l’Europa diventi un “buco nero democratico” stimolato dal proliferare di ogni sorta di populismo ed estremismo.

Il Governo europeo deve diventare il responsabile esecutivo della politica europea, acquisendo i compiti e le funzioni del Consiglio d’Europa e della Commissione. Il livello politico della Commissione Europea dovrà essere abolito. Il ramo dell’amministrazione, l’Amministrazione Comune Europea (ACE, sviluppata a partire dai servizi attuali della Commissione) gestirà le politiche comuni. Il Parlamento Europeo sarà il ramo legislativo, basato sulle funzioni legislative oggi attribuite al Parlamento ed al Consiglio. Queste due organizzazioni politiche incarneranno insieme gli interessi dell’UE. Il Parlamento europeo deve essere libero di agire, dopo aver sentito il Governo Europeo. Negli affari interni alle nazioni l’iniziativa rimane in carico ai Governi ed ai Parlamenti.

6. Fissare il budget europeo sulla base delle risorse reali disponibili nell’UE, renderlo trasparente e soggetto a controlli regolari

- Per aumentare l’efficienza politica e il controllo democratico del budget comunitario
- Per porre fine all’ossessione di voler controllare chi versa quanto e chi riceve quanto rispetto al budget, il che rende impossibile ogni legittima ed efficiente decisione sui contributi e sulle spese, e che è in ogni caso contrario al vero spirito su cui si è costruito questo progetto Europeo.

Un’imposta europea sulle società e sui redditi individuali dovrebbe sostituirsi all’attuale sistema di contribuzioni nazionali al budget europeo. Basandosi sul semplice concetto “niente tasse senza essere rappresentati” le previsioni sul budget e sulle finanze europee dovranno essere votate ed approvate da ogni nuova legislatura, con il parere favorevole del Governo europeo. Ciò implica necessariamente la riduzione da 7 a 5 anni del periodo di riferimento per il budget, in modo da armonizzarlo con le elezioni per il Parlamento europeo.Gli attuali obiettivi sulla redistribuzione saranno mantenuti, con l’aggiunta di nuovi elementi destinati a stimolare aree come la ricerca, l’innovazione e l’educazione.Tutte le decisioni riguardanti il budget e le finanze dovranno essere prese tenendo conto dei principi democratici e di trasparenza, attraverso pubblici dibattiti nella sede del Parlamento europeo. La Corte dei Conti europea e le Corti dei Conti dei Paesi membri vigileranno e garantiranno il controllo sull’utilizzo dei fondi comunitari.

7. Assicurare che il Parlamento europeo sia composto per il 50% da rappresentanti di liste nazionali (o regionali) e per il 50% da liste trans-europee; offrire ad ogni cittadino la possibilità di esprimere due voti durante le elezioni europee

- Per rinforzare la legittimazione del Parlamento europeo e per permettere a ciascun cittadino di esprimere la propria doppia identità: europea e nazionale/regionale
- Per invertire la tendenza alla crescita dell’astensionismo in occasione delle elezioni europee, visto che i cittadini sembrano sempre più interessati sull’Europa, come i recenti referendum hanno dimostrato.

Per poter ricoprire un ruolo politico importante, il Parlamento europeo deve operare per integrarsi con le tante diverse identità dei cittadini europei. Ogni cittadino dovrà votare due volte: una volta per eleggere il 50% dei componenti del Parlamento europeo su base continentale, in liste trans-europee, e con un altro voto per eleggere il 50% del Parlamento con candidati provenienti da liste nazionali o regionali.

8. Creare una procedura di valutazione del sistema politico e della Amministrazione comunitaria ogni dieci anni, indipendente dalle istituzioni esecutive, legislative e giuridiche.

- Per assicurare l’adattamento delle istituzioni europee allo sviluppo, che è in costante evoluzione, e per assicurargli un andamento democratico e trasparente
- Per evitare una “sclerosi istituzionale” come la crisi avvenuta nel 2005

Dalle prossime elezioni europee e così per ogni decade a seguire dovrà essere organizzato un congresso tra parlamentari nazionali ed europei, con esperti provenienti da tutta l’UE. Questo incontro dovrà prevedere la presenza di almeno il 30% di partecipanti sotto i 40 anni di età. Questo congresso è inteso per valutare lo stato dell’Unione europea e per proporre alle istituzioni le necessarie modifiche per l’adattamento ai trattati e per il funzionamento dell’UE.

9. Promuovere la mobilità interna tra le istituzioni europee

- Per dotare le istituzioni dell’UE di istituzioni e pubblici ufficiali che siano flessibili ed aperti come la società europea che sono chiamati a servire.
- Per evitare la creazione di “caste” chiuse, incapaci di comprendere la società che li circonda.

La durata delle carriere in ogni singola istituzione dovrebbe essere limitata a 10 anni al massimo, si dovrà organizzare un vasto programma di promozione della mobilità tra i vari livelli regionale, nazionale ed europeo nella pubblica amministrazione, incoraggiando anche lo scambio tra il settore pubblico e quello privato.E’ importante che venga data la preferenza nell’assunzione ai funzionari che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza professionale, in modo tale che possano garantire il massimo valore aggiunto possibile.
Definizione del ruolo dell’Europa nel mondo e progetti comuni europei

10. Promuovere una politica estera che rafforzi i rapporti tra Europa e Stati vicini

- Per rafforzare i rapporti politici ed economici con i Paesi extraeuropei più vicini
- Per evitare dannose ineguaglianze sociali ed economiche nell’UE e il caos sui suoi confini

La prosperità economica e la coesione sociale sono tra i principi fondamentali nel progetto europeo. L’Unione europea deve essere in grado di garantirli ai propri cittadini in modo da assicurare il benessere e per prevenire spinte estremiste e populiste. Solo attraverso una politica che privilegi gli Stati a noi vicini negli anni a venire l’UE riuscirà a promuovere una sana e forte relazione, politica ed economica, con gli Stati vicini quali Russia, Ucraina, Bielorussia, Turchia, Libano, Israele, Palestina, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.

11. Aumentare l’efficacia delle azioni dell’UE nel mondo, attraverso il rafforzamento del ruolo di Ministro degli Affari Esteri e di una politica estera europea chiara ed oggettiva

- Per aumentare l’influenza e l’efficacia dell’UE nel mondo, mantenendo al contempo la positiva diversità e indubbia ricchezza delle relazioni bilaterali degli Stati membri.
- Per evitare che l’UE si mostri incoerente con le proprie azioni rispetto al sistema-Mondo.

Nella scorsa decade i cittadini europei hanno chiaramente dimostrato di volere un’Europa coerente, forte ed influente, capace di contribuire attivamente allo sviluppo di un sistema multilaterale e bilanciato (per esempio durante la crisi in Iraq). La definizione del ruolo dell’Europa nel mondo dovrebbe fare riferimento a tre punti fondamentali: il ruolo chiave per la riforma delle Nazioni Unite, adeguate alle reali esigenze del XXI secolo; il primato del diritto internazionale rispetto agli interessi nazionali; il rifiuto del concetto di “guerra preventiva”. Per una questione di coerenza e di coordinamento interno, i ruoli di Ministro europeo degli affari esteri e di Presidente del Governo europeo dovrebbero essere chiari e ben definiti.

12. Sviluppo di una politica comune sull’immigrazione, costruita nel livello nazionale e con l’obiettivo della piena integrazione degli immigrati nella società europea

- Per promuovere l’integrazione sociale ed economica di tutti gli immigrati e per lo sviluppo di un senso di responsabilità europeo nei loro confronti
- Per prevenire il formarsi di un’Europa chiusa, xenofoba e assolutamente non dinamica.

Per l’Unione Europea il fenomeno dell’immigrazione è inevitabile, utile e necessario. Ciò nonostante essa deve essere livellata e distribuita su due diversi livelli: quello dei flussi migratori, così da prevenire il più possibile l’immigrazione clandestina; e quello che riguarda il processo di integrazione degli immigrati, così che la loro integrazione sia tranquilla e possibile. Allo stesso tempo l’UE dovrebbe sanzionare severamente ogni discriminazione a sfondo razziale e religioso.

13. Elaborare una politica comune contro il crimine organizzato e la criminalità internazionale, attraverso una rete europea di polizia e di magistratura specializzate.

- Per aumentare la credibilità, interna ed esterna, dell’UE attraverso la maggiore trasparenza
- Per fermare la credenza che fa associare l’aumento della criminalità con i nuovi membri dell’Unione europea.

Un mercato comune senza frontiere in un’Unione allargata, terrorismo e nuove tecnologie d’informazione e comunicazione: l’UE deve dotarsi di strategie più efficaci per la lotta al crimine organizzato su scala mondiale, sempre più pericoloso e tecnologicamente avanzato. L’UE deve creare una polizia ed una forza giudiziaria specializzata, basata su quelle già esistenti nelle Nazioni dell’Unione, per fronteggiare i rischi comuni e per sviluppare la fiducia interna ed esterna.

14. Sviluppare una serie di iniziative in profondità per l’istruzione e la formazione personale

- Per rinforzare la democratizzazione dell’Europa e la qualità delle proprie risorse umane
- Per evitare che un domani l’Europa venga guidata da persone che non conoscono né l’Europa né gli europei

L’accesso all’educazione è essenziale per una società civile, democratica e giusta. Le sfide di oggi e di domani riguardano iniziative molto ambiziose, come: a) far sì che la dimensione europea sia accessibile ad un maggior numero di studenti (15-25); b) aumentare il numero di persone le cui competenze sono di livello internazionale, attraverso un programma speciale per tutti i settori economici, sociali e culturali, a livello continentale.

15. Elaborare, per il Presidente dell’UE, un rapporto annuale sullo stato sociale dell’Unione (salute, educazione, lavoro, povertà), basato su indicatori oggettivi e predeterminati

- Per promuovere il senso di appartenenza dei cittadini all’UE
- Per evitare che l’UE venga costruita senza criteri sociali rilevanti.

L'UE già ha un certo numero di test di criteri di convergenza nei domini economici, monetari, fiscali e giuridici. Parallelamente, l'Euro ha un effetto enorme in tutte le zone che riguardano la sfera sociale; quindi, è di importanza fondamentale integrare una dimensione sociale a questo tentativo di convergenza continentale. Ogni anno, l'esecutivo dovrebbe presentare al Parlamento europeo uno studio molto obiettivo sullo stato dell'Unione riguardo i temi sociali, insieme alle proposte dirette alla convergenza tra crescita economica e progresso sociale.

16. Rinforzo reciproco sull’integrazione politica, la ricerca e la competitività: sogni, decisioni ed iniziative comuni

- Per rinforzare le potenzialità economiche e tecnologiche dell’Unione e per prepararla alle sfide del XXI secolo
- Per evitare che l’UE diventi un partner ininfluente ed una semplice comparsa nel sistema globale.

L’integrazione politica e la prosperità di lungo periodo vanno pari passo con la visione e l’ambizione che i cittadini hanno della loro società. I progetti in comune sono una parte essenziale per il nostro futuro. L’Europa ha bisogno di una serie di iniziative che promuovano contemporaneamente l’integrazione politica, la ricerca e la competitività ad alti livelli in tutta l’Unione:
a) sogni comuni e tecnologia – lancio di un programma spaziale europeo per una base lunare, preferibilmente in collaborazione con altre regioni del mondo;
b) mobilità, sviluppo dell’economia e tecnologie – costruendo un’ampia rete di trasporti (treni ad alta velocità, rotte aeree economiche, autostrade) -;
c) democrazia e tecnologia – programmi di traduzione automatica (rendere accessibili sia il software che l’hardware necessari), votazioni on-line (voto elettronico) e accesso elettronico a tutti i servizi pubblici (e-government) -;
d) avvenimenti internazionali a livello europeo – richieste internazionali (di almeno tre nazioni) per ospitare l’organizzazione dei Giochi Olimpici, Coppe del Mondo o Esposizioni Internazionali/Universali -.

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Manifesto di Newropeans
MANIFESTO di NEWROPEANS

Non è più possibile separare il destino di un singolo Stato membro da quello dell’Europa nel suo insieme. Per fare un successo del progetto politico europeo, dobbiamo far si che a guidarci siano i nostri cittadini e la nostra gente.
Le reazioni convergenti degli Europei, riguardo alla guerra preventiva in Iraq e alla sfiducia crescente nei confronti del trattato costituzionale Europeo, sono una chiara indicazione dell’andamento che sta avendo il destino dell’Europa. I cittadini Europei sembrano avere perso la fiducia nei leaders e nelle elite nazionali, favorendo invece i rapporti tra i cittadini stessi. Tuttavia, i capi politici Europei non sono riusciti a modernizzare l’Unione Europea, che oggi non corrisponde più alle aspettative dei cittadini, sia in termini di partecipazione democratica che in termini di risultati delle sue politiche.

La crisi politica attuale dell’Unione Europea riflette il crescente distacco fra le aspettative dei cittadini e la capacità delle elite nazionali di soddisfare queste aspettative. Questa situazione è il risultato di uno sviluppo storico molto semplice: L’Europa era un progetto “in costruzione” ed ora è una realtà esistente che necessita di “essere governata”. Con l’allargamento massiccio dell’Unione Europea avvenuto nel 2004 e con la fine della guerra in Iugoslavia, il progetto europeo ha concluso una fase di costruzione iniziata 50 anni fa ed i cui obiettivi erano quelli di assicurare la pace e la prosperità in tutto il continente, rendendo stabile la democrazia negli Stati europei ed unirli in un unico corpo comune.
D’ora in poi dobbiamo cominciare una nuova fase: siamo di fronte ad un nuovo inizio, in cui la sfida principale del progetto Europeo diventa il governo democratico di un’entità politica di 500 milioni di persone, composta di 30 nazionalità, culture e lingue differenti.

“Per un nuovo inizio del progetto politico Europeo”
Il periodo di transizione storica che vedremo realizzarsi nelle prossime due decadi non può avvenire senza che gli europei prendano in mano le redini del loro destino ed insieme inventino l’Europa di domani.

Le abilità, i metodi, gli strumenti e gli attori necessari per guidare l’Unione Europea delle prossime decadi sono completamente diversi rispetto a quelli usati nel processo di costruzione dell’Unione. Infatti, devono ancora essere inventati, visto che attualmente ci basiamo su costruzioni che risalgono concettualmente al dopoguerra ed elaborate dai “padri fondatori dell’UE”. Il livello della sfida è lo stesso che hanno incontrato Shuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet quando hanno di fatto inventato nuove istituzioni, metodi e strategie per impedire un ritorno della guerra in Europa.
Per Newropeans, in particolare per le generazioni nate dopo il trattato di Roma, la vera sfida è quella di inventare un metodo che permetta ai 500 milioni di cittadini Europei di essere i protagonisti degli orientamenti principali delle politiche decise dall’Unione Europea, tanto in politica interna quanto nei rapporti con il resto del mondo. L’unico modo per raggiungere questo mirabile obiettivo è creare, un “nuovo inizio” per l’UE..

Un’Unione Europea democratizzata non è semplicemente l’UE come attualmente la conosciamo con l’aggiunta dell’appellativo democratico. È un’Unione Europea completamente trasformata nelle sue istituzioni, nei suoi meccanismi di funzionamento, negli attori politici ed in tutto quello che riguarda i cittadini nel loro diritto di guidare il sistema comunitario.
Newropeans, il primo movimento politico Europeo… perché l’UE è troppo importante per essere lasciata nelle mani dei partiti nazionali e dei burocrati
Per Newropeans, il primo punto per permettere il successo della democratizzazione dell’UE è sviluppare un grande movimento politico trans-Europeo.

Per la prima volta nella storia dell’Europa, Newropeans presenta in tutti i paesi dell’Unione Europea la stessa visione del futuro comune, e funzionerà su questo modello nelle elezioni europee del 2009. E’ tempo di dare la sveglia alla “bella addormentata” della democrazia europea, ossia il Parlamento Europeo, eleggendo cittadini Europei che hanno come obiettivo principale quello di rappresentare tutti gli Europei e non solo i propri connazionali, invece che politici di carriera che sembrano più allettati da un buon stipendio che dall’idea di superare la politica nazionale.
L’Unione Europea è diventata troppo importante per tutte le nostre vite quotidiane per poter essere lasciata soltanto nelle mani dei partiti nazionali e dei burocrati, che sono assolutamente incontrollabili.

Muniti di 16 proposte che sono emerse da dibattiti con 10000 Europei in 100 città di 25 Paesi, Newropeans sta proponendo una visione completamente nuova di un’UE più democratica, basata sui cittadini e che rompa definitivamente i ponti con l’”Euroconformismo” delle istituzioni Europee e nazionali. Queste 16 proposte saranno integrate con altre e progressivamente raffinate da qui al 2009 così da poter costituire la base di una piattaforma politica, il contributo di Newropeans, per presentare agli elettori una visione completa dell’UE che proponga soluzioni veramente europee alle sfide che si presenteranno col tempo in tutto il continente, da Helsinki a Lisbona e da Atene a Dublino.

Parallelamente alle elezioni europee, Newropeans si batterà fuori dalla struttura delle elezioni per promuovere altri aspetti della democrazia a livello di UE, allo stesso modo in tutte le politiche comunitarie cercherà di far si che coloro i quali ora sono “beneficiari” diventino “partners” autentici nel progetto Europeo.

Newropeans, un movimento politico “ a termine” per propria scelta, destinato ad impedire l’aumento degli estremismi
Newropeans è cosciente del fatto che lo spostamento verso la democrazia non sarà affatto automatico.

Il nostro movimento è dunque concepito come un catalizzatore che permette la transizione dall’UE del dopoguerra, costruita da amministratori e partiti nazionali, in un’UE democratica, in cui i cittadini sono il vero motore delle decisioni Europee ed è servito da una classe politica spiccatamente europeista, competente e pratica, ancorata ai valori della democrazia, della giustizia e dell’apertura al mondo. Una volta che questo obiettivo storico verrà realizzato, Newropeans avrà perso la propria ragione d’essere così come la vediamo oggi.

Newropeans è anche consapevole che ci sono ancora forze politiche anti-democratiche, estremiste e xenofobe che stanno riemergendo a livello europeo, che cercano di rendere l’Europa troppo introspettiva e che rifiutano le differenze intrinseche delle popolazioni europee. Si alimentano del “vuoto politico” e dei timori che questo genera nelle nostre popolazioni.

Newropeans crede che le elezioni europee del 2009 saranno il primo grande confronto fra la sua speranza di un’UE democratica che è aperta al mondo ed una visione “europeista nazionale” che rischia di farci ripetere gli incubi vissuti negli anni ’20 e ’30. Non saranno certamente i nostri partiti nazionali, che mancano di credibilità nella soluzione dei problemi Europei che potranno opporsi con successo a queste forze negative.
Newropeans è cosciente di essere una forza politica a “durata limitata” tra i 10 ed i 20 anni al massimo: il tempo necessario per portare a compimento il processo di transazione verso un’Europa democratica, che è il nostro solo ed unico obiettivo.
Questo è il motivo per cui Newropeans non presenterà candidati nelle elezioni nazionali, regionali o locali.
Inoltre ogni cittadino Europeo, anche chi appartenga ad una forza politica nazionale regionale o locale, sarà benvenuto a far parte di questo primo movimento politico a livello continentale. Gli unici esclusi automaticamente sono membri di partiti anti-democratici o xenofobi, così come sono esclusi i funzionari delle istituzioni Europee (almeno finché coperti dall’immunità giudiziaria, che Newropeans desidera fortemente vedere eliminata visto il principio di uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge).

Newropeans, uno strumento per aiutare l’UE ad espandere le frontiere della democrazia in termini di dimensione e di diversità, un contributo essenziale al mondo nel XXI secolo
Rendere l’UE più democratica è interesse di tutti i cittadini.
Speriamo che Newropeans possa essere uno strumento al servizio dei cittadini per permettere lo sviluppo necessario per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Speriamo che il progetto Europeo possa essere un elemento di speranza per altri continenti che stanno tentando l’integrazione regionale come l’Africa, l’America latina, parte dell’Asia ecc. Per il pianeta uno degli obiettivi centrali del XXI secolo sarà di trovare una risposta alla domanda: “Come possiamo combinare le diversità culturali, di potere e di peso delle nazioni del mondo senza che alla fine vinca il più forte?”

Se noi, in Europa saremo capaci di provare, ad esempio, che è possibile espandere le frontiere della democrazia in termini di numero della popolazione e di diversità delle culture ed indicare che è possibile governare democraticamente un’entità politica di 500 milioni di persone di quali almeno 30 nazionalità e contemporaneamente rispettare le democrazie nazionali e regionali, allora avremo anche contribuito a migliorare il nostro pianeta nel modo più efficiente possibile; avremo agito invece che predicato inutilmente.

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07 maggio 2005

Comunicato stampa sul lancio di Newropeans
Newropeans, il primo movimento politico trans-Europeo per la democratizzazione dell’Unione Europea è già al lavoro. Presenterà candidati in tutti gli stati membri dell’UE nelle elezioni Europee nel 2009.
Il partito è stato creato perché l’Europa e la democrazia sono troppo importanti per essere lasciati in mano ai partiti nazionali ed ai burocrati e perché democratizzare l’Europa deve essere affare di tutti i cittadini Europei.
Newropeans è il risultato di 20 anni di lavoro al servizio dell’Europa e presenterà candidati alle elezioni Europee nel 2009 in tutti gli stati membri dell’Unione Europea e in tutti con lo stesso programma.
I Newropeans, cittadini Europei nati prevalentemente dopo la firma del trattato di Roma, sono convinti che la crisi politica nell’Unione Europea sia il risultato della crescente incapacità dei leaders Europei e delle istituzioni di rispondere alle aspettative dei cittadini Europei.
La crisi sulla legittimità naturalmente alimenta il populismo nazionale ed Europeo. Questo è il motivo per cui l’Unione Europea deve rapidamente trasformare le proprie istituzioni, i propri metodi di funzionamento e gli attori politici per mettere finalmente i cittadini al timone e per permettere che l’Unione Europea riacquisti legittimità.
Sull’onda dei successi degli ultimi 50 anni di costruzione Europea, la sfida di oggi non è più quella di prevenire la guerra in Europa ma quella di trovare una strada per governare democraticamente e legittimamente un’entità politica di 500 milioni di persone, di circa 30 nazionalità diverse, culture e linguaggi.
Se l’Unione Europea non riuscirà a vincere questa grande sfida, potrebbe collassare e provocare una ‘crisi della democrazia’ in tutto il continente Europeo.
Per Newropeans, il primo passo verso la democratizzazione è quello di creare un vasto movimento politico tran-Europeo attraverso il quale coinvolgere i cittadini Europei in un grande dibattito Europeo. Nelle prossime elezioni Europee del 2009, Newropeans darà ai cittadini la possibilità di votare per una democrazia Europea che vada oltre ai dibattiti ed ai confini nazionali. Per il 2009 Newropeans si è posta l’obiettivo di ottenere tra il 5 ed il 10% dei voti a livello Europeo e di creare un gruppo parlamentare che conta fra i 50 ed i 75 euro-parlamentari.Newropeans sarà una forza politica a favore della democrazia, come è storicamente dimostrato in tutte le Nazioni Europee quando i cittadini hanno lottato per portare la democrazia nel loro Paese.Newropeans correrà solo ed esclusivamente alle elezioni Europee. Il movimento si considera un catalizzatore per permettere la transizione da un’UE post-bellica, costruita da amministratori burocrati e partiti nazionali, ad un’UE democratica in cui i cittadini e le genti sono veramente il motore delle maggiori decisioni Europee, servita da una competente classe politica, ancorata ai valori della democrazia, giustizia ed apertura al mondo. Ottenuto questo grande risultato in circa 10 o 20 anni, Newropeans come spinta per la democrazia non avrà più ragione di continuare e si scioglierà. Ma raggiungere questo obiettivo è una sfida molto difficile da vincere.
Per partecipare a Newropeans o per maggiori informazioni circa la costruzione di una nuova via per la democrazia in Europa, contattateci:

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