11 ottobre 2006

Newropeans si presenta a Milano e in Valtellina
Nell'ambito della Maratona Newropeans per la Democrazia (100 conferenze-dibattito organizzate in tutta Europa), anche i lombardi avranno modo di conoscere direttamente il nuovo movimento europeo.

Newropeans terrà un primo incontro a Chiavenna, giovedì 19 ottobre alle 18, all'ex convento dei cappuccini; poi, venerdì 20 ottobre alle 18.30, a Milano, all'Entropia di via De Amicis 34; e sabato 21 ottobre a Sondrio, nella Sala Besta della Banca Popolare di Sondrio, alle 18.

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01 maggio 2006

Newropeans prende posizione contro i promotori della campagna per il diritto di petizione
Newropeans prende posizione contro la campagna lanciata da alcune organizzazioni a difesa del "diritto di petizione". Si tratta di una forma di iniziativa popolare, che era prevista dal trattato costituzionale europeo (bocciato dai referendum in Francia e Olanda), ma che non corrisponde alle necessità di democratizzazione dell'Europa - che è l'obiettivo fondamentale di Newropeans -.

Il perché, è spiegato nella lettera aperta che è stata inviata ai promotori dell'iniziativa da parte di Franck Biancheri, presidente di Newropeans. La lettera è pubblicata in inglese e francese su Newropeans Magazine: noi ve la proponiamo in una versione italiana, delle cui eventuali inesattezze ci scusiamo sin d'ora.


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Ai promotori dell'iniziativa di sostegno al Diritto di Petizione

Abbiamo ricevuto il vostro invito a far parte del gruppo di organizzazioni che intendono lanciare il progetto denominato "Iniziativa Cittadina Europea".
Ci dispiace informarvi che Newropeans non prenderà parte a questo progetto, perché riteniamo che sia in netto contrasto con la logica di democratizzazione dell'Unione Europea, che è al centro dell'azione di Newropeans.
In termini generali il progetto, contrariamente alle apparenze, non è volto a dare più poteri ai cittadini europei, ma tende piuttosto a rinforzare il potere burocratico della Commissione europea.
Il diritto di petizione, che i promotori del progetto intendono far sostenere da un milione di cittadini europei, non è assolutamente un "diritto democratico", poiché - se fosse messo in atto - accorderebbe alla Commissione europea il diritto assoluto e arbitrario di decidere se dar seguito o meno alle petizioni firmate da più di un milione di cittadini.
Newropeans ritiene che per democratizzare l'Unione europea, per rendere l'iniziativa ai cittadini, non si possa passare dal rafforzamento dei poteri dei burocrati: si deve, al contrario, raffozare il potere dei cittadini e dei loro rappresentanti, cioè del Parlamento europeo.
In termini pratici, la mancanza di una chiara definizione delle regole per la convalida della raccolta delle firme su scala europea, insieme alla totale incapacità giuridica e politica di trasformare in atto concreto qualsivoglia raccolta di firme a livello di Unione europea, rende chiaro sin d'ora che questa operazione si trasformerà in un notevole spreco d'energie, uno spreco immenso di buona volontà e motivazione dei cittadini.
In altri termini: Newropeans ritiene che questa iniziativa - anche se si riuscisse a raccogliere un gran numero di firme - non porterà ad alcunché di concreto, perché sarebbe necessario un Trattato comunitario, firmato e ratificato all'unanimità, per iscriverla nei testi europei.
Voi stessi sottolineate, d'altra parte, l'impotenza delle istituzioni in questa materia.
Per Newropeans, è necessario evitare di trascinare i cittadini in direzioni che non conducono da nessuna parte, pena la frustrazione di coloro che hanno investito tempo ed energia.
Di conseguenza, capirete bene perché non solo Newropeans non si associa a questo progetto, ma - in quanto primo movimento politico trans-europeo - mette in guardia i cittadini da un'operazione che, se avesse successo, rafforzerebbe i poteri della Commissione di Bruxelles a danno del Parlamento europeo e del Consiglio europeo.
In futuro, Newropeans si pronuncerà sistematicamente sui progetti di iniziativa popolare europei, per indicare se sono o meno compatibili con il processo di democratizzazione del'UE sostenuto da Newropeans.
Per quanti vogliono che si compia il matrimonio tra progetto europeo e democrazia, Newropeans ha scelto la via difficile, ma necessaria, della creazione del primo movimento politico trans-europeo che presenterà i propri candidati in tutti i paesi dell'Unione europea, alle elezioni europee del giugno 2009.
Quindi:
in materia d'iniziativa, Newropeans intende abolire il monopolio dell'iniziativa attribuito alla Commissione europea, e dare al Parlamento europeo un potere di iniziativa completo (proposta n.5);
in materia di democrazia diretta, Newropeans sostiene la celebrazione di un referendum trans-europeo per ogni nuovo allargamento e per i Trattati europei (proposta n.3);
in materia di diritto di petizione, Newropeans sta attualmente elaborando una proposta che figurerà nel programma per il 2009 e che farà del Parlamento europeo il destinatario delle petizioni, senza alcuna interferenza dei burocrati nella procedura.
Il grande appuntamento del'Unione europea con i suoi popoli, i suoi cittadini e la democrazia avrà luogo nel giugno 2009, in occasione delle prossime elezioni europee.
Tutti coloro che vogliono davvero che il sistema comunitario cambi e sia più democratico hanno, in questa data, il vero incontro politico con i nostri 500 milioni di concittadini.
Che i cittadini - membri o meno di organizzazioni esistenti - che vogliono essere puntuali a questo appuntamento storico aderiscano ora a Newropeans, invece di perdere il loro tempo in progetti che non portano da nessuna parte se non a uno stallo simile a uello del maggio-giugno 2005.
Dobbiamo elaborare un programma completo e preparare una campagna su scala continentale, e abbiamo una scadenza inequivocabile: giugno 2009. In altre parole, ogni contributo in termini di energia e di passione è il benvenuto.
Dobbiamo essere tutti coscienti che nel giugno 2009, se dalle urne non uscirà un movimento politico trans-europeo forte e capace di dimostrare che democrazia ed Europa sono compatibili, allora saranno gli estremismi e i nazionalismi a vincere.
Per Newropeans non c'è né tempo né energia da sprecare: non possiamo metterci a fare i "mendicanti della democrazia".
Il potere si prende. Se i cittadini europei lo vogliono, bisogna che vadano a prenderlo nei seggi elettorali, nel giugno del 2009.
Il resto è, nel migliore dei casi, un'illusione e una perdita di tempo; nel peggiore, un imbroglio.


Cordialmente,

Per il Comitato direttivo di Newropeans
Franck Biancheri
Presidente

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11 aprile 2006

La risposta di Newropeans alla crisi Iran/USA
La risposta di Newropeans alla Crisi Iran/Usa :
proposta di una politica per l’Unione europea

Agire adesso per limitare i pericoli del nucleare globale oggi e domani



Questa proposta è stata approvata da una maggioranza dell'86% dei membri di Newropeans in tutto il territorio dell'Unione Europea.

Newropeans ha come scopo principale quello di democratizzare l'Unione europea, e dunque di dare la parola ai cittadini europei sui temi fondamentali, come questo.
Questa mozione si ispira agli obiettivi di pace e di prosperità collettive che hanno ispirato il progetto europeo per più di cinquant'anni, e alla preoccupazione di tutelare gli interessi vitali per tutta l'Europa (in particolare la pace e la sicurezza politica ed economica).

Per Newropeans, la crisi Iran/Usa in corso deve essere considerata un momento topico della crisi generale del sistema internazionale attuale, ed in particolare per quanto riguarda l'obsolescenza della politica di non-proliferazione nucleare praticata dal 1945 in poi.
Questa crisi indica la fine dell'ordine stabilito dopo il 1945. Per Newropeans, la crisi attuale è uno scontro tra due logiche ormai vecchie: quella dei dirigenti iraniani che ignorano l'interesse collettivo mondiale per focalizzarsi solo sull'interesse nazionale a breve termine; e quella dei dirigenti degli Stati Uniti che identificano i loro propri interessi con quelli del resto del mondo. La politica di non-proliferazione nucleare ereditata dal dopo-seconda guerra mondiale è in crisi, e la prova è nel numero crescente di potenze nucleari (cf tavola delle potenze nucleari nel 2005 , fonte National Defense University - USA) che non hanno firmato il Trattato di Non Proliferazione; la crisi attuale con l'Iran - benché si tratti di un apaese firmatario del trattato -; la prosecuzione (da parte degli USA in particolare) della ricerca di nuovi tipi di armi nucleari come le "mini-bombe"; il ruolo non sanzionato del Pakistan in materia di proliferazione attiva; e il recente accordo USA/India, che non tiene assolutamente conto del Trattato.

Tenendo conto di questo contesto, la crisi Iran/Usa non può essere trattata come un caso singolare. Deve essere considerata nell'ambito di una visione di lungo termine, fondata su metodi nuovi, adattati alle realtà del XXI secolo.

L’Unione europea deve assumere un ruolo da leader nella costruzione del sistema internazionale del XXI secolo: perché il suo tragico passato è un monito sullo stallo cui portano quelle due logiche; e anche in considerazione del successo della costruzione politica continentale - nel segno della pace - di questi ultimi decenni.
Per questo è necessario un approccio esemplare che miri alla contemporanea ricerca della soddisfazione dell'interesse comune europeo e dell'interesse collettivo mondiale.
Solo dando l'esempio, e dimostrando che una tale politica è possibile, l'Unione europea potrà contribuire con efficacia alla promozione della, della democrazia e delle prosperità globali, tutelando al contempo gli interessi vitali europei.
E' più che urgente che gli europei passino all'azione, proponendo obiettivi e strumenti nuovi, invece di perseguire la via dello sviluppo di nuovi metodi al servizio di obiettivi obsoleti.

Newropeans chiede dunque ai dirigenti dell'UE di assumersi le loro responsabilità, e di rappresentare, nelle loro dichiarazioni e nelle loro azioni, le attese della larga maggioranza dei cittadini europei, e anche le speranze che l'insieme della popolazione del pianeta ripone nei cittadini europei (cf. sondaggio BBC – GlobeScan ). Questa azione europea deve svilupparsi su tre assi:

1. L’UE impegna la comunità internazionale a controllare con maggiore efficacia il rischio nucleare nel mondo, lanciando la riforma del trattato di non-proliferazione nucleare;

2. L’UE rafforza il proprio ruolo attivo nella ricerca di una soluzione alla crisi iraniana, proponendo una serie di obiettivi precisi ed esprimendosi coralmente invece di parlare a nome della Germania, della Francia e del Regno Unito;

3. L’UE crea le alleanze necessarie per elaborare una vera strategia internazionale, destinata unire tutti gli attori internazionali che abbiano la stessa visione e gli stessi obiettivi.

L’UE impegna la comunità internazionale a controllare con maggiore efficacia il rischio nucleare nel mondo, lanciando la riforma del trattato di non-proliferazione nucleare
L’UE deve presentare al più presto una proposta di riforma profonda del Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP), e proporre metodi e strumenti per metterla in atto. Deve adattarsi alla realtà del XXI secolo. I progressi scientifici e la diminuzione dei costi rendono sempre più facile, al giorno d'oggi, accedere alla tecnologia nucleare.
Ne consegue una crescente difficoltà ad operare una distinzione chiara tra gli strumenti ed i percorsi del nucleare civile e del nucleare militare (e lo dimostra anche la possibilità di creare una "bomba sporca").
Oggi si possono contare una quarantina tra potenze nucleari (dichiarate o nascoste) e potenze quasi-nucleari, capaci di dotarsi in tempi rapidi dell'arma atomica (erano solo 5, all'epoca della firma del TNP).
In più, mentre sappiamo che la dissuasione nucleare poteva in certi casi garantire la pace (durante la "guerra fredda"), l'inquietudine maggiore oggi riguarda la possibilità che organizzazioni infra-statali possano dotarsi dell'arma atomica (terrorismo nucleare).
Il nuovo TNP deve anche ispirarsi all'evoluzione dell'ordine internazionale dagli anni '60. L'UE può già indicare, su questa materia, tre promettenti spunti per la riflessione:

- trattare lo sviluppo del nucleare civile e militare come un'unica materia. L'accesso al Club nucleare non deve quindi più avere come obiettivo quello di impedire lo sviluppo del nucleare militare concedendo invece l'autorizzazione allo sviluppo del nucleare civile: deve invece convincere dell'inutilità di sviluppare il nucleare militare, o altrimenti inquadrarlo, per integrarlo a un equilibrio di dissuasione regionale o globale.

- definire delle regole d'accesso al Club nucleare fondate non sull'arbitrio delle potenze già iscritte al Club, ma su un processo trasparente di adesione, con regole chiare e riconosciute internazionalmente, sul cui rispetto sia garantito un controllo multilaterale. Gli esempi del processo d'adesione all'Unione europea o all'Organizzazione Mondiale del Commercio possono servire da ispirazione per un "acquis politico-nucleare" che definisca le condizioni d'accesso al nucleare nel suo insieme.
Tra l'altro: la necessità di evoluzioni politiche interne in un quadro democratico (elezioni libere, controllo politico dei militari...); la sigla di accordi regionali di sicurezza collegati, se possibile, ad accordi di cooperazione economica e commerciale.

- ripensare un certo numero di tesi fondanti del TNP, rese ormai vecchie dalla Storia. Bisogna integrare la nuova dimensione del possesso di armi nucleari da parte di entità non statali, per proibire questa eventualità e definire le sanzioni, le più severe possibili.
Bisogna poi abbandonare la tesi secondo la quale l'arma nucleare è in se stessa, in tutte le situazioni, destabilizzante. In effetti, la storia europea della seconda metà del XX secolo insegna che questa affermazione è falsa. La dissuasione equilibrata può portare la pace, laddove sia impossibile ottenere la creazione di zone de-nuclearizzate (cosa che deve comunque essere il primo obiettivo di qualunque politica volta a ridurre il rischio nucleare). éenne de la 2° moitié du XX° siècle a apporté la preuve que cette affirmation était fausse.


L’UE rafforza il proprio ruolo attivo nella ricerca di una soluzione alla crisi iraniana, proponendo una serie di obiettivi precisi ed esprimendosi coralmente invece di parlare a nome della Germania, della Francia e del Regno Unito
Nel caso dell'Iran - e in funzione degli spunti per una riforma generale della non-proliferazione nucleare - gli obiettivi dell'UE sono tre:
- consolidare la pace e la prosperità nella regione
- consolidare la pace e la prosperità nel mondo
- sostenere la democratizzazione politica della regione.

La soluzione ideale sarebbe una de-nuclearizzazione generale del Medio Oriente. Ma si tratta di una prospettiva illusoria, almeno per i prossimi decenni, in considerazione del rifiuto di sbarazzarsi delle armi nucleari da parte di potenze come Israele e Pakistan (potenze che non hanno firmato il TNP), e del rifiuto di Stati Uniti e Russia di cessare di intervenire nella regione o alle sue frontiere.
Visto che è impossibile sbarazzarsi delle armi nucleari della regione, è d'obbligo garantire ai paesi non nucleari che non avranno nulla da temere. Questo obiettivo può essere raggiunto in due soli modi: una serie di garanzie globali che assicurino sanzioni internazionali immediate, collettive e militari contro chiunque utilizzi l'arma atomica; e l'apertura di un processo politico che consenta l'acquisizione dell'arma nucleare nel quadro molto preciso di un TNP rinnovato.
Ogni tentativo di perseguire la via nucleare (civile o militare) senza entrare nel processo del TNP rinnovato dovrà essere immediatamente sanzionato dalla comunità internazionale.
Questo approccio sarà molto più semplice rispetto a quanto non lo sia nel quadro attuale, perché non esisteranno dubbi possibili: accettando il TNP rinnovato, si avrà un accesso - sotto controllo - a tutte le tecnologie nucleari; senza accettazione del TNP rinnovato, si avrà un embargo tecnologico totale.
Questo significa che, nel giro di un mese, l'Iran dovrà rispondere all'offerta europea di accettare un TNP rinnovato sulla base dei punti citati qui sopra. In più, questa accettazione implica da una parte la cessazione, da parte dell'Iran, di tutte le attività nucleari in corso (comprese quelle autorizzate dal TNP attuale), e dall'altra il lancio, per una durata massima di due anni, di una conferenza internazione per la riforma del TNP. Grazie all'impulso europeo, in funzione degli obiettivi indicati, questo trattato entrerà in vigore non appena sarà stato firmato da più della metà degli stati del pianeta.

Se l’Iran rifiuta questa opzione, sarà necessario che gli europei raccomandino un embargo totale del paese, petrolio compreso. Questo tipo di sanzione sarà anche applicato, automaticamente, a qualunque stato che abbia contribuito a diffondere la tecnologia nucleare presso entità non statali.


L’UE crea le alleanze necessarie per elaborare una vera strategia internazionale, destinata unire tutti gli attori internazionali che abbiano la stessa visione e gli stessi obiettivi.
L’obiettivo diplomatico dell'UE deve essere dunque, al più presto, la definizione degli elementi principali della sua proposta di TNP rinnovato, e la ricerca di partner strategici per lanciare il processo internazionale che conduca alla riforma del TNP e alla sua adozione dalla parte della maggioranza dei paesi. In questo campo, l'UE dovrà agire come ha fatto per il procollo di Kyoto. Cercare di convincere rapidamente i partner, senza perdere tempo con gli Stati che si dimostrano poco interessati o addirittura si oppongono alla riforma del TNP nel senso proposto dagli europei.
Se la Cina, l'India o la Russia accettano, e gli USA si oppongono, va bene così. Qui si tratta dell'avvenire del mondo, e non del suo passato!

Una conferenza internazionale su questo tema potrà essere organizzata a fine aprile a Berlino. Con la proposta di un documento di lavoro internazionale in maggio.

Newropeans ritiene che la strategia occidentale attuale comporti il grave rischio che si verifichi uno dei tre scenari seguenti, in contrasto con gli obiettivi di pace e stabilità:

Nè l’Iran, nè gli Stati Uniti cedono, e l'Unione europea, per debolezza, segue gli Stati Uniti in un confronto militare con l'Iran. Questa situazione darebbe luogo ad un conflitto dalle catastrofiche ripercussioni mondiali, con una destabilizzazione definitiva del Medio Oriente, già in crisi dopo l'invasione dell'Iraq.

L’Iran è costretta a cedere, con mezzi non militari ma comunque cogenti (embargo o altro). In questo caso (molto improbabile perché al momento nessuno ha una credibile opzione di questo tipo), come nel primo caso, un Iran non nucleare e umiliato scatenerà rappresaglie di ogni tipo nella regione e nel resto del mondo. Parallelamente, in considerazione anche del contesto esplosivo generato nel mondo arabo e musulmano dalla guerra in Iraq, si assisterebbe in ogni caso a una nuova fiammata di violenze anti-occidentali.

L’Unione europea, per debolezza, accetta il fatto compiuto iraniano, senza piani alternativi di lungo termine come quello proposto da Newropeans, e accetta l'arricchimento dell'urania da parte iraniana sapendo bene che non cìè nessun metodo sicuro per limitare l'uso di queste tecniche alla sola fattispecie civile. Il risultato sarebbe molto probabilmente un Iran nuclearizzato, persuaso che contino ormai solo le logiche della forza e dello scontro: sarebbe un esempio catastrofico per qualsiasi speranza di organizzare la società internazionale del XXI secolo sulla base dello stato di diritto invece che della legge della jungla.
Newropeans ritiene dunque che la peggiore delle situazioni non sia, di per sè, quella di un Iran nuclearizzato: tutto dipende dal quadro internazionale nel quale si verifichi una tale situazione. In compenso esistono diversi scenari che possono condurre al peggio, vale a dire il crollo di qualsiasi ordine internazionale fondato sul diritto, per cedere alla tentazione del ritorno alla legge della jungla e alla forza bruta.
Tocca agli europei dimostrare che possono spianare la strada per un futuro globale diverso da questa opzione disastrosa, e Newropeans pensa che questa crisi Iran/Usa rappresenti il possibile sbocco per un futuro mondiale di prosperità condivisa, senza la quale il concetto di democrazia è una buffonata, e solo strumento capace di convincere i più a non cedere alle sirene della violenza, che sia essa praticata dagli Stati o da gruppi terroristi.

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01 giugno 2005

Il comitato esecutivo di Newropeans
Il Comitato Esecutivo di Newropeans

Biancheri, Franck

Franck Biancheri, 43, una figlia, nato a Nizza ma ha vissuto Parigi per molti anni (quando non è altrove in Europa). Attivo da 20 anni sul fronte degli affari Europei, da studente ha fondato la prima associazione studentesca Europea, AEGEE-Europe. Franck oggi è il direttore degli "Studi e della Strategia" per la maggiore think-tank Europea.Dettagli su www.franck-biancheri.info/
Presidente


Kruitwagen, Bart

Bart Kruitwagen, 42, sin da quando era un giovane studente di Legge a Nijmegen (Olanda), vent'anni fa, è coinvolto su materie che riguardano gli studenti Europei (AEGEE-Europe). Attualmente lavora con la sua compagnia nel settore dell'elettronica.
Tesoriere



Compagni Morales, José María

José Marìa Compagni, 40, nato a Siviglia, sposato con tre figli. La sua attività politica è iniziata durante i suoi trascorsi universitari attraverso la partecipazione alle attività di AEGEE e poi come candidato di punta alle elezioni Europee del 1989 con una lista spagnola, la IDE. Ha frequentato una prestigiosa scuola Europea di Economia che gli ha permesso di acquisire importanti competenze in Europa. Ha vissuto ad Amdterdam e a Londra ed negli hanno ha sviluppato una vera mentalità Europea.

Deschard, Isabelle

Isabelle Deschard, 46, madre di 4 figli, è la fondatrice-presidente dell'ACEP (Alliance avec les Chrétiens En Politique)http://www.acep.asso.fr/, e fa parte del comitato strategico dell'OCHRES.

Greib, Harald

Harald Greib, 43, due figli, ha lavorato per le istituzioni Europee per dieci anni. Dal 2001 è Vicepresidente di Europe2020. Autore di un testo sulla politica Europea pubblicato nel 2005, vive, lavora e cresce i propri figli nel sud della Francia.

Gros, Isabelle

Isabelle Gros, 2 bambini, si divide fra Parigi e Miami da qualche anno. Pittrice e consulente di Arte per una scuola/casa editrice. Laureata in scienze a Parigi è sempre stata attiva in organizzazioni Europee (AEGEE-Europe, IDE, Prometeus-Europe, Europe2020, ...) fin dai tempi dell'università.

Jamin, Régis

Régis Jamin, 45, nato a Versailles, cittadino Francese. Attivo nel settore delle scienze informatiche e delle tecnologie di internet da quando aveva 20 anni. Imprenditore, ha contribuito pesantemente alla promozione delle suddette tecnologie nei maggiori paesi dell'UE. E' coinvolto in quello che è l'aspetto "sociale" di internet attraverso la Internet Society e in Europe2020, attualmente sta lavorando per Election-Europe, una compagnia che elabora sistemi elettronici per modernizzare la democrazia.


Lecerf,Rafael

Rafael Lecerf, 32, Francese con origini Bretoni, ha studiato a Strasburgo e attualmente vive dalle parti di Marsiglia (Francia meridionale), Ha sempre creduto che la salute dell'Europa nascesse dalle sue Regioni e dalla sua diversità culturale. La sua carriera si è sviluppata nel settore delle comunicazioni ed ha una profonda conoscenza di internet e dei nuovi media.


Migueis, Ricardo

Ricardo Migueis ha 2 figli gemelli. Nato a Lisbona dove attualmente vive e lavora come Responsabile di Progetto e come ricercatore presso DINÂMIA - Centro di ricerca sui mutamenti socio-culturali. In passato ha vissuto a Londra e São Paulo dove ha lavorato e studiato. Dalla sua esperienza Sudamericana sviluppa in ambito lavorativo le relazioni tra quest'area e l'Unione Europea, ciononostante è particolarmente attivo sullo studio e sulla promozione dello sviluppo sociale ed economico. Crede molto in quello che fa.


Portalier , Philippe

Philippe Portalier, 43, nato a Parigi, lavora come consulente presso la ORGALIME (L'associazione dell'Industria Ingegneristica Europea) a Bruxelles. Philippe Portalier ha lavorato per il gruppo Brandt (sezione Francese) e fu consulente per numerose organizzazioni francesi ed Europee. Ha due lauree, la prima in Diritto di Proprietà Industriale, la seconda in Diritto Comunitario.


Roullet, Luc

Luc Roullet, 31, Guascone - Francese - Europeo. Dopo la laurea in Ingegneria manageriale presso la "Scuola Centrale" a Parigi e presso il Politecnico di Milano; è stato consulente d'azienda a Milano prima di dedicarsi alla Finanza (nelle Filippine, Bosnia e in Palestina). Luc oggi studia alla Kennedy School of Government presso l'Univerisità di Harvard.


Swinkels, Véronique

Véronique Swinkels (Maastricht, 1963), ha due figlie e due figli. Ha studiato Politica della Comunicazione all'Università di Amsterdam e alla City University di Londra. La sua carriera politica cominciò come candidata per l'IDE-lista per l'Olanda alle elezioni europee del 1989.
La sua attività attuale si svolge nell'ambito della comunicazione e pubblicità per organizzazioni non-profit, governative e culturali. Dapprima come manager per la ricerca e manager di gestione in varie agenzie, ora come co-titolare dell'agenzia pubblicitaria BBK/ Door Vriendschap Sterker.


Zalis, Zdenek Metodeus

Zalis Zdenek Metodeus, 50 anni, ceko, due figli. Nato a Broumov, una piccola città vicino al confine tra Repubblica Ceka e Polonia, laureato in Filosofia presso l'Università di San Pietroburgo (Russia), ha vissuto negli ultimi 25 anni a Praga. Impiegato, lavora come direttore anziato per un progetto nel campo dell'Information Tecnology. Si è distinto in alcune attività no-profit sulla cooperazione internazionale, lo sviluppo regionale e il senso civico della società.


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09 maggio 2005

16 punti-chiave
16 PUNTI CHIAVE

Ecco i 16 punti che Newropeans propone per rendere l’Unione Europea più democratica e per affrontare le sfide del XXI secolo.

Queste prime proposte sono il risultato di un dibattito unico in Europa, che ha coinvolto oltre 10 000 cittadini in 100 città di 25 Nazioni per lo sviluppo del programma di Newropeans per le elezioni del 2009.
Nei prossimi quattro anni, Newropeans continuerà a dialogare con i cittadini per costruire un programma completo che risponda a tutte le principali domande che riguardano i 500 milioni di Europei, in modo che vengano sistematicamente coinvolti sia i cittadini sia le persone e gli attori coinvolti nello sviluppo, nell’applicazione e nella valutazione delle politiche comunitarie che li riguardano.

Un nuovo inizio per l’UE, su basi democratiche

1. Assicurare a tutti i cittadini Europei che il principio di uguaglianza di fronte alla Legge venga mantenuto, eliminando l’immunità legale dei pubblici ufficiali.

- Per rispetto del principio fondamentale su cui si basa la democrazia in Europa
- Per evitare la creazione di una casta di “intoccabili” alla guida dell’UE

L’immunità legale di cui godono gli ufficiali delle istituzioni Europee per tutta la durata del loro mandato (si veda il Protocollo sui privilegi e le immunità delle Comunità Europee, 8 Aprile 1965) è un chiaro esempio dell’ingiusta differenza che esiste tra i cittadini Europei. Questa situazione è inspiegabile, dato che l’UE è composta da 25 stati democratici cui si garantisce l’indipendenza dei sistemi giudiziari.
Al contrario, questa immunità dovrebbe essere eliminata perché crea differenze tra i funzionari che guidano l’UE e le altre categorie di cittadini.Sostituendo alle parole i fatti, Newropeans non accetterà tra i propri militanti nessun ufficiale o funzionario fintanto che questa immunità non verrà eliminata.

2. Ratificare sistematicamente le modifiche dei trattati comunitari, in particolare quelli sull’allargamento, attraverso la forma del Referendum trans-europeo.

- Per permettere ai cittadini di decidere sul principale orientamento futuro dell’UE
- Per evitare di avere un’élite che, incurante dei cittadini e della gente, impone le proprie decisioni.

Questi referendum su scala europea dovranno prevedere una doppia maggioranza, in modo da assicurare il rispetto delle minoranze: oltre il 50% dei voti e oltre il 50% degli stati membri dovranno essere favorevoli per assicurare il proseguimento della proposta.

3. Decentralizzare, portare le istituzioni Europee più vicino ai cittadini

-Per avvicinare l’UE ai cittadini, ancorando il progetto europeo alla realtà politica e storica del nostro continente, ossia per rendere più comprensibile il sistema comunitario
- Per evitare un’Europa centralista, incompatibile con la democrazia

Non è possibile far sì che 500 milioni di cittadini si sentano vicini a Bruxelles, Lussemburgo o Strasburgo. Per ridurre il divario tra le istituzioni Europee ed i cittadini, non dimenticando l’aiuto che ci viene dalle tecnologie del XXI secolo (Internet, Alta Velocità ferroviaria, compagnie aeree a basso costo, …), nei prossimi vent’anni sarà necessario modificare radicalmente il sistema delle capitali ereditato dagli anni ’50 per aiutare i cittadini in questo progetto. Ogni nazione ha già scelto la propria “città europea” (spesso la capitale stessa) e farà parte di un primo “Euroring” di istituzioni, del raggio di 500km attorno a Bruxelles e tenendo conto della specificità e dei vantaggi di ciascuna città: Parlamento (Bruxelles), Corte di Giustizia (L’Aia), Governo Europeo (Londra), Amministrazione Comune Europea (Parigi), Banca Centrale (Francoforte), Corte dei Conti (Lussemburgo). Un secondo “Euroring” riunirà assieme tutte le altre istituzioni e agenzie nelle città indicate da ciascuno Stato. Questa autentica decentralizzazione offrirà alle istituzioni Europee l’accesso ad un’ampia fonte di risorse umane qualificate e disponibili in loco.

4. Rispettare le diversità linguistiche dell’UE - una condizione fondamentale per la democrazia nell’UE - e contemporaneamente assicurare l’efficienza del suo funzionamento attraverso la creazione di un chiaro regime linguistico

- Per assicurare che ciascun cittadino nell’UE possa esprimersi nella propria lingua, ed allo stesso tempo preparare l’Unione europea per il multilinguismo.
- Per evitare sia il monolinguismo, nemico della diversità, sia il caos che è un grosso ostacolo nella gestione dell’UE.

La questione del linguaggio è centrale per assicurare sia il rispetto delle diversità in Europa - che è condizione essenziale per la democrazia nell’UE -, sia per permettere il reale funzionamento delle istituzioni comunitarie, condizione questa per l’efficienza dell’UE. Il dibattito sul multilinguismo deve necessariamente essere pubblico, visto che riguarda il cuore culturale del nostro futuro collettivo. Newropeans propone una soluzione che integra le costanti democrazia ed efficienza nel sistema denominato “2-5-25”: due lingue da usare nei lavori interni delle istituzioni (inglese e francese), cinque lingue per i dibattiti politici che verranno usate anche come base per ulteriori traduzioni, con almeno una lingua per ciascuna delle grandi famiglie linguistiche (per esempio: francese, inglese, tedesco, polacco e spagnolo), e tutte e 25 le lingue dei Paesi per le comunicazioni con i cittadini.
Rendere più efficiente e più democratico il funzionamento dell’UE

5. Creare un vero Governo europeo

- Per eleggere i responsabili e facilitare la comprensione del processo decisionale e la sua efficienza politica
- Per evitare che l’Europa diventi un “buco nero democratico” stimolato dal proliferare di ogni sorta di populismo ed estremismo.

Il Governo europeo deve diventare il responsabile esecutivo della politica europea, acquisendo i compiti e le funzioni del Consiglio d’Europa e della Commissione. Il livello politico della Commissione Europea dovrà essere abolito. Il ramo dell’amministrazione, l’Amministrazione Comune Europea (ACE, sviluppata a partire dai servizi attuali della Commissione) gestirà le politiche comuni. Il Parlamento Europeo sarà il ramo legislativo, basato sulle funzioni legislative oggi attribuite al Parlamento ed al Consiglio. Queste due organizzazioni politiche incarneranno insieme gli interessi dell’UE. Il Parlamento europeo deve essere libero di agire, dopo aver sentito il Governo Europeo. Negli affari interni alle nazioni l’iniziativa rimane in carico ai Governi ed ai Parlamenti.

6. Fissare il budget europeo sulla base delle risorse reali disponibili nell’UE, renderlo trasparente e soggetto a controlli regolari

- Per aumentare l’efficienza politica e il controllo democratico del budget comunitario
- Per porre fine all’ossessione di voler controllare chi versa quanto e chi riceve quanto rispetto al budget, il che rende impossibile ogni legittima ed efficiente decisione sui contributi e sulle spese, e che è in ogni caso contrario al vero spirito su cui si è costruito questo progetto Europeo.

Un’imposta europea sulle società e sui redditi individuali dovrebbe sostituirsi all’attuale sistema di contribuzioni nazionali al budget europeo. Basandosi sul semplice concetto “niente tasse senza essere rappresentati” le previsioni sul budget e sulle finanze europee dovranno essere votate ed approvate da ogni nuova legislatura, con il parere favorevole del Governo europeo. Ciò implica necessariamente la riduzione da 7 a 5 anni del periodo di riferimento per il budget, in modo da armonizzarlo con le elezioni per il Parlamento europeo.Gli attuali obiettivi sulla redistribuzione saranno mantenuti, con l’aggiunta di nuovi elementi destinati a stimolare aree come la ricerca, l’innovazione e l’educazione.Tutte le decisioni riguardanti il budget e le finanze dovranno essere prese tenendo conto dei principi democratici e di trasparenza, attraverso pubblici dibattiti nella sede del Parlamento europeo. La Corte dei Conti europea e le Corti dei Conti dei Paesi membri vigileranno e garantiranno il controllo sull’utilizzo dei fondi comunitari.

7. Assicurare che il Parlamento europeo sia composto per il 50% da rappresentanti di liste nazionali (o regionali) e per il 50% da liste trans-europee; offrire ad ogni cittadino la possibilità di esprimere due voti durante le elezioni europee

- Per rinforzare la legittimazione del Parlamento europeo e per permettere a ciascun cittadino di esprimere la propria doppia identità: europea e nazionale/regionale
- Per invertire la tendenza alla crescita dell’astensionismo in occasione delle elezioni europee, visto che i cittadini sembrano sempre più interessati sull’Europa, come i recenti referendum hanno dimostrato.

Per poter ricoprire un ruolo politico importante, il Parlamento europeo deve operare per integrarsi con le tante diverse identità dei cittadini europei. Ogni cittadino dovrà votare due volte: una volta per eleggere il 50% dei componenti del Parlamento europeo su base continentale, in liste trans-europee, e con un altro voto per eleggere il 50% del Parlamento con candidati provenienti da liste nazionali o regionali.

8. Creare una procedura di valutazione del sistema politico e della Amministrazione comunitaria ogni dieci anni, indipendente dalle istituzioni esecutive, legislative e giuridiche.

- Per assicurare l’adattamento delle istituzioni europee allo sviluppo, che è in costante evoluzione, e per assicurargli un andamento democratico e trasparente
- Per evitare una “sclerosi istituzionale” come la crisi avvenuta nel 2005

Dalle prossime elezioni europee e così per ogni decade a seguire dovrà essere organizzato un congresso tra parlamentari nazionali ed europei, con esperti provenienti da tutta l’UE. Questo incontro dovrà prevedere la presenza di almeno il 30% di partecipanti sotto i 40 anni di età. Questo congresso è inteso per valutare lo stato dell’Unione europea e per proporre alle istituzioni le necessarie modifiche per l’adattamento ai trattati e per il funzionamento dell’UE.

9. Promuovere la mobilità interna tra le istituzioni europee

- Per dotare le istituzioni dell’UE di istituzioni e pubblici ufficiali che siano flessibili ed aperti come la società europea che sono chiamati a servire.
- Per evitare la creazione di “caste” chiuse, incapaci di comprendere la società che li circonda.

La durata delle carriere in ogni singola istituzione dovrebbe essere limitata a 10 anni al massimo, si dovrà organizzare un vasto programma di promozione della mobilità tra i vari livelli regionale, nazionale ed europeo nella pubblica amministrazione, incoraggiando anche lo scambio tra il settore pubblico e quello privato.E’ importante che venga data la preferenza nell’assunzione ai funzionari che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza professionale, in modo tale che possano garantire il massimo valore aggiunto possibile.
Definizione del ruolo dell’Europa nel mondo e progetti comuni europei

10. Promuovere una politica estera che rafforzi i rapporti tra Europa e Stati vicini

- Per rafforzare i rapporti politici ed economici con i Paesi extraeuropei più vicini
- Per evitare dannose ineguaglianze sociali ed economiche nell’UE e il caos sui suoi confini

La prosperità economica e la coesione sociale sono tra i principi fondamentali nel progetto europeo. L’Unione europea deve essere in grado di garantirli ai propri cittadini in modo da assicurare il benessere e per prevenire spinte estremiste e populiste. Solo attraverso una politica che privilegi gli Stati a noi vicini negli anni a venire l’UE riuscirà a promuovere una sana e forte relazione, politica ed economica, con gli Stati vicini quali Russia, Ucraina, Bielorussia, Turchia, Libano, Israele, Palestina, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco.

11. Aumentare l’efficacia delle azioni dell’UE nel mondo, attraverso il rafforzamento del ruolo di Ministro degli Affari Esteri e di una politica estera europea chiara ed oggettiva

- Per aumentare l’influenza e l’efficacia dell’UE nel mondo, mantenendo al contempo la positiva diversità e indubbia ricchezza delle relazioni bilaterali degli Stati membri.
- Per evitare che l’UE si mostri incoerente con le proprie azioni rispetto al sistema-Mondo.

Nella scorsa decade i cittadini europei hanno chiaramente dimostrato di volere un’Europa coerente, forte ed influente, capace di contribuire attivamente allo sviluppo di un sistema multilaterale e bilanciato (per esempio durante la crisi in Iraq). La definizione del ruolo dell’Europa nel mondo dovrebbe fare riferimento a tre punti fondamentali: il ruolo chiave per la riforma delle Nazioni Unite, adeguate alle reali esigenze del XXI secolo; il primato del diritto internazionale rispetto agli interessi nazionali; il rifiuto del concetto di “guerra preventiva”. Per una questione di coerenza e di coordinamento interno, i ruoli di Ministro europeo degli affari esteri e di Presidente del Governo europeo dovrebbero essere chiari e ben definiti.

12. Sviluppo di una politica comune sull’immigrazione, costruita nel livello nazionale e con l’obiettivo della piena integrazione degli immigrati nella società europea

- Per promuovere l’integrazione sociale ed economica di tutti gli immigrati e per lo sviluppo di un senso di responsabilità europeo nei loro confronti
- Per prevenire il formarsi di un’Europa chiusa, xenofoba e assolutamente non dinamica.

Per l’Unione Europea il fenomeno dell’immigrazione è inevitabile, utile e necessario. Ciò nonostante essa deve essere livellata e distribuita su due diversi livelli: quello dei flussi migratori, così da prevenire il più possibile l’immigrazione clandestina; e quello che riguarda il processo di integrazione degli immigrati, così che la loro integrazione sia tranquilla e possibile. Allo stesso tempo l’UE dovrebbe sanzionare severamente ogni discriminazione a sfondo razziale e religioso.

13. Elaborare una politica comune contro il crimine organizzato e la criminalità internazionale, attraverso una rete europea di polizia e di magistratura specializzate.

- Per aumentare la credibilità, interna ed esterna, dell’UE attraverso la maggiore trasparenza
- Per fermare la credenza che fa associare l’aumento della criminalità con i nuovi membri dell’Unione europea.

Un mercato comune senza frontiere in un’Unione allargata, terrorismo e nuove tecnologie d’informazione e comunicazione: l’UE deve dotarsi di strategie più efficaci per la lotta al crimine organizzato su scala mondiale, sempre più pericoloso e tecnologicamente avanzato. L’UE deve creare una polizia ed una forza giudiziaria specializzata, basata su quelle già esistenti nelle Nazioni dell’Unione, per fronteggiare i rischi comuni e per sviluppare la fiducia interna ed esterna.

14. Sviluppare una serie di iniziative in profondità per l’istruzione e la formazione personale

- Per rinforzare la democratizzazione dell’Europa e la qualità delle proprie risorse umane
- Per evitare che un domani l’Europa venga guidata da persone che non conoscono né l’Europa né gli europei

L’accesso all’educazione è essenziale per una società civile, democratica e giusta. Le sfide di oggi e di domani riguardano iniziative molto ambiziose, come: a) far sì che la dimensione europea sia accessibile ad un maggior numero di studenti (15-25); b) aumentare il numero di persone le cui competenze sono di livello internazionale, attraverso un programma speciale per tutti i settori economici, sociali e culturali, a livello continentale.

15. Elaborare, per il Presidente dell’UE, un rapporto annuale sullo stato sociale dell’Unione (salute, educazione, lavoro, povertà), basato su indicatori oggettivi e predeterminati

- Per promuovere il senso di appartenenza dei cittadini all’UE
- Per evitare che l’UE venga costruita senza criteri sociali rilevanti.

L'UE già ha un certo numero di test di criteri di convergenza nei domini economici, monetari, fiscali e giuridici. Parallelamente, l'Euro ha un effetto enorme in tutte le zone che riguardano la sfera sociale; quindi, è di importanza fondamentale integrare una dimensione sociale a questo tentativo di convergenza continentale. Ogni anno, l'esecutivo dovrebbe presentare al Parlamento europeo uno studio molto obiettivo sullo stato dell'Unione riguardo i temi sociali, insieme alle proposte dirette alla convergenza tra crescita economica e progresso sociale.

16. Rinforzo reciproco sull’integrazione politica, la ricerca e la competitività: sogni, decisioni ed iniziative comuni

- Per rinforzare le potenzialità economiche e tecnologiche dell’Unione e per prepararla alle sfide del XXI secolo
- Per evitare che l’UE diventi un partner ininfluente ed una semplice comparsa nel sistema globale.

L’integrazione politica e la prosperità di lungo periodo vanno pari passo con la visione e l’ambizione che i cittadini hanno della loro società. I progetti in comune sono una parte essenziale per il nostro futuro. L’Europa ha bisogno di una serie di iniziative che promuovano contemporaneamente l’integrazione politica, la ricerca e la competitività ad alti livelli in tutta l’Unione:
a) sogni comuni e tecnologia – lancio di un programma spaziale europeo per una base lunare, preferibilmente in collaborazione con altre regioni del mondo;
b) mobilità, sviluppo dell’economia e tecnologie – costruendo un’ampia rete di trasporti (treni ad alta velocità, rotte aeree economiche, autostrade) -;
c) democrazia e tecnologia – programmi di traduzione automatica (rendere accessibili sia il software che l’hardware necessari), votazioni on-line (voto elettronico) e accesso elettronico a tutti i servizi pubblici (e-government) -;
d) avvenimenti internazionali a livello europeo – richieste internazionali (di almeno tre nazioni) per ospitare l’organizzazione dei Giochi Olimpici, Coppe del Mondo o Esposizioni Internazionali/Universali -.

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Manifesto di Newropeans
MANIFESTO di NEWROPEANS

Non è più possibile separare il destino di un singolo Stato membro da quello dell’Europa nel suo insieme. Per fare un successo del progetto politico europeo, dobbiamo far si che a guidarci siano i nostri cittadini e la nostra gente.
Le reazioni convergenti degli Europei, riguardo alla guerra preventiva in Iraq e alla sfiducia crescente nei confronti del trattato costituzionale Europeo, sono una chiara indicazione dell’andamento che sta avendo il destino dell’Europa. I cittadini Europei sembrano avere perso la fiducia nei leaders e nelle elite nazionali, favorendo invece i rapporti tra i cittadini stessi. Tuttavia, i capi politici Europei non sono riusciti a modernizzare l’Unione Europea, che oggi non corrisponde più alle aspettative dei cittadini, sia in termini di partecipazione democratica che in termini di risultati delle sue politiche.

La crisi politica attuale dell’Unione Europea riflette il crescente distacco fra le aspettative dei cittadini e la capacità delle elite nazionali di soddisfare queste aspettative. Questa situazione è il risultato di uno sviluppo storico molto semplice: L’Europa era un progetto “in costruzione” ed ora è una realtà esistente che necessita di “essere governata”. Con l’allargamento massiccio dell’Unione Europea avvenuto nel 2004 e con la fine della guerra in Iugoslavia, il progetto europeo ha concluso una fase di costruzione iniziata 50 anni fa ed i cui obiettivi erano quelli di assicurare la pace e la prosperità in tutto il continente, rendendo stabile la democrazia negli Stati europei ed unirli in un unico corpo comune.
D’ora in poi dobbiamo cominciare una nuova fase: siamo di fronte ad un nuovo inizio, in cui la sfida principale del progetto Europeo diventa il governo democratico di un’entità politica di 500 milioni di persone, composta di 30 nazionalità, culture e lingue differenti.

“Per un nuovo inizio del progetto politico Europeo”
Il periodo di transizione storica che vedremo realizzarsi nelle prossime due decadi non può avvenire senza che gli europei prendano in mano le redini del loro destino ed insieme inventino l’Europa di domani.

Le abilità, i metodi, gli strumenti e gli attori necessari per guidare l’Unione Europea delle prossime decadi sono completamente diversi rispetto a quelli usati nel processo di costruzione dell’Unione. Infatti, devono ancora essere inventati, visto che attualmente ci basiamo su costruzioni che risalgono concettualmente al dopoguerra ed elaborate dai “padri fondatori dell’UE”. Il livello della sfida è lo stesso che hanno incontrato Shuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet quando hanno di fatto inventato nuove istituzioni, metodi e strategie per impedire un ritorno della guerra in Europa.
Per Newropeans, in particolare per le generazioni nate dopo il trattato di Roma, la vera sfida è quella di inventare un metodo che permetta ai 500 milioni di cittadini Europei di essere i protagonisti degli orientamenti principali delle politiche decise dall’Unione Europea, tanto in politica interna quanto nei rapporti con il resto del mondo. L’unico modo per raggiungere questo mirabile obiettivo è creare, un “nuovo inizio” per l’UE..

Un’Unione Europea democratizzata non è semplicemente l’UE come attualmente la conosciamo con l’aggiunta dell’appellativo democratico. È un’Unione Europea completamente trasformata nelle sue istituzioni, nei suoi meccanismi di funzionamento, negli attori politici ed in tutto quello che riguarda i cittadini nel loro diritto di guidare il sistema comunitario.
Newropeans, il primo movimento politico Europeo… perché l’UE è troppo importante per essere lasciata nelle mani dei partiti nazionali e dei burocrati
Per Newropeans, il primo punto per permettere il successo della democratizzazione dell’UE è sviluppare un grande movimento politico trans-Europeo.

Per la prima volta nella storia dell’Europa, Newropeans presenta in tutti i paesi dell’Unione Europea la stessa visione del futuro comune, e funzionerà su questo modello nelle elezioni europee del 2009. E’ tempo di dare la sveglia alla “bella addormentata” della democrazia europea, ossia il Parlamento Europeo, eleggendo cittadini Europei che hanno come obiettivo principale quello di rappresentare tutti gli Europei e non solo i propri connazionali, invece che politici di carriera che sembrano più allettati da un buon stipendio che dall’idea di superare la politica nazionale.
L’Unione Europea è diventata troppo importante per tutte le nostre vite quotidiane per poter essere lasciata soltanto nelle mani dei partiti nazionali e dei burocrati, che sono assolutamente incontrollabili.

Muniti di 16 proposte che sono emerse da dibattiti con 10000 Europei in 100 città di 25 Paesi, Newropeans sta proponendo una visione completamente nuova di un’UE più democratica, basata sui cittadini e che rompa definitivamente i ponti con l’”Euroconformismo” delle istituzioni Europee e nazionali. Queste 16 proposte saranno integrate con altre e progressivamente raffinate da qui al 2009 così da poter costituire la base di una piattaforma politica, il contributo di Newropeans, per presentare agli elettori una visione completa dell’UE che proponga soluzioni veramente europee alle sfide che si presenteranno col tempo in tutto il continente, da Helsinki a Lisbona e da Atene a Dublino.

Parallelamente alle elezioni europee, Newropeans si batterà fuori dalla struttura delle elezioni per promuovere altri aspetti della democrazia a livello di UE, allo stesso modo in tutte le politiche comunitarie cercherà di far si che coloro i quali ora sono “beneficiari” diventino “partners” autentici nel progetto Europeo.

Newropeans, un movimento politico “ a termine” per propria scelta, destinato ad impedire l’aumento degli estremismi
Newropeans è cosciente del fatto che lo spostamento verso la democrazia non sarà affatto automatico.

Il nostro movimento è dunque concepito come un catalizzatore che permette la transizione dall’UE del dopoguerra, costruita da amministratori e partiti nazionali, in un’UE democratica, in cui i cittadini sono il vero motore delle decisioni Europee ed è servito da una classe politica spiccatamente europeista, competente e pratica, ancorata ai valori della democrazia, della giustizia e dell’apertura al mondo. Una volta che questo obiettivo storico verrà realizzato, Newropeans avrà perso la propria ragione d’essere così come la vediamo oggi.

Newropeans è anche consapevole che ci sono ancora forze politiche anti-democratiche, estremiste e xenofobe che stanno riemergendo a livello europeo, che cercano di rendere l’Europa troppo introspettiva e che rifiutano le differenze intrinseche delle popolazioni europee. Si alimentano del “vuoto politico” e dei timori che questo genera nelle nostre popolazioni.

Newropeans crede che le elezioni europee del 2009 saranno il primo grande confronto fra la sua speranza di un’UE democratica che è aperta al mondo ed una visione “europeista nazionale” che rischia di farci ripetere gli incubi vissuti negli anni ’20 e ’30. Non saranno certamente i nostri partiti nazionali, che mancano di credibilità nella soluzione dei problemi Europei che potranno opporsi con successo a queste forze negative.
Newropeans è cosciente di essere una forza politica a “durata limitata” tra i 10 ed i 20 anni al massimo: il tempo necessario per portare a compimento il processo di transazione verso un’Europa democratica, che è il nostro solo ed unico obiettivo.
Questo è il motivo per cui Newropeans non presenterà candidati nelle elezioni nazionali, regionali o locali.
Inoltre ogni cittadino Europeo, anche chi appartenga ad una forza politica nazionale regionale o locale, sarà benvenuto a far parte di questo primo movimento politico a livello continentale. Gli unici esclusi automaticamente sono membri di partiti anti-democratici o xenofobi, così come sono esclusi i funzionari delle istituzioni Europee (almeno finché coperti dall’immunità giudiziaria, che Newropeans desidera fortemente vedere eliminata visto il principio di uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge).

Newropeans, uno strumento per aiutare l’UE ad espandere le frontiere della democrazia in termini di dimensione e di diversità, un contributo essenziale al mondo nel XXI secolo
Rendere l’UE più democratica è interesse di tutti i cittadini.
Speriamo che Newropeans possa essere uno strumento al servizio dei cittadini per permettere lo sviluppo necessario per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Speriamo che il progetto Europeo possa essere un elemento di speranza per altri continenti che stanno tentando l’integrazione regionale come l’Africa, l’America latina, parte dell’Asia ecc. Per il pianeta uno degli obiettivi centrali del XXI secolo sarà di trovare una risposta alla domanda: “Come possiamo combinare le diversità culturali, di potere e di peso delle nazioni del mondo senza che alla fine vinca il più forte?”

Se noi, in Europa saremo capaci di provare, ad esempio, che è possibile espandere le frontiere della democrazia in termini di numero della popolazione e di diversità delle culture ed indicare che è possibile governare democraticamente un’entità politica di 500 milioni di persone di quali almeno 30 nazionalità e contemporaneamente rispettare le democrazie nazionali e regionali, allora avremo anche contribuito a migliorare il nostro pianeta nel modo più efficiente possibile; avremo agito invece che predicato inutilmente.

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07 maggio 2005

Comunicato stampa sul lancio di Newropeans
Newropeans, il primo movimento politico trans-Europeo per la democratizzazione dell’Unione Europea è già al lavoro. Presenterà candidati in tutti gli stati membri dell’UE nelle elezioni Europee nel 2009.
Il partito è stato creato perché l’Europa e la democrazia sono troppo importanti per essere lasciati in mano ai partiti nazionali ed ai burocrati e perché democratizzare l’Europa deve essere affare di tutti i cittadini Europei.
Newropeans è il risultato di 20 anni di lavoro al servizio dell’Europa e presenterà candidati alle elezioni Europee nel 2009 in tutti gli stati membri dell’Unione Europea e in tutti con lo stesso programma.
I Newropeans, cittadini Europei nati prevalentemente dopo la firma del trattato di Roma, sono convinti che la crisi politica nell’Unione Europea sia il risultato della crescente incapacità dei leaders Europei e delle istituzioni di rispondere alle aspettative dei cittadini Europei.
La crisi sulla legittimità naturalmente alimenta il populismo nazionale ed Europeo. Questo è il motivo per cui l’Unione Europea deve rapidamente trasformare le proprie istituzioni, i propri metodi di funzionamento e gli attori politici per mettere finalmente i cittadini al timone e per permettere che l’Unione Europea riacquisti legittimità.
Sull’onda dei successi degli ultimi 50 anni di costruzione Europea, la sfida di oggi non è più quella di prevenire la guerra in Europa ma quella di trovare una strada per governare democraticamente e legittimamente un’entità politica di 500 milioni di persone, di circa 30 nazionalità diverse, culture e linguaggi.
Se l’Unione Europea non riuscirà a vincere questa grande sfida, potrebbe collassare e provocare una ‘crisi della democrazia’ in tutto il continente Europeo.
Per Newropeans, il primo passo verso la democratizzazione è quello di creare un vasto movimento politico tran-Europeo attraverso il quale coinvolgere i cittadini Europei in un grande dibattito Europeo. Nelle prossime elezioni Europee del 2009, Newropeans darà ai cittadini la possibilità di votare per una democrazia Europea che vada oltre ai dibattiti ed ai confini nazionali. Per il 2009 Newropeans si è posta l’obiettivo di ottenere tra il 5 ed il 10% dei voti a livello Europeo e di creare un gruppo parlamentare che conta fra i 50 ed i 75 euro-parlamentari.Newropeans sarà una forza politica a favore della democrazia, come è storicamente dimostrato in tutte le Nazioni Europee quando i cittadini hanno lottato per portare la democrazia nel loro Paese.Newropeans correrà solo ed esclusivamente alle elezioni Europee. Il movimento si considera un catalizzatore per permettere la transizione da un’UE post-bellica, costruita da amministratori burocrati e partiti nazionali, ad un’UE democratica in cui i cittadini e le genti sono veramente il motore delle maggiori decisioni Europee, servita da una competente classe politica, ancorata ai valori della democrazia, giustizia ed apertura al mondo. Ottenuto questo grande risultato in circa 10 o 20 anni, Newropeans come spinta per la democrazia non avrà più ragione di continuare e si scioglierà. Ma raggiungere questo obiettivo è una sfida molto difficile da vincere.
Per partecipare a Newropeans o per maggiori informazioni circa la costruzione di una nuova via per la democrazia in Europa, contattateci:

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